Ma il papato non è un lavoro!

Parliamoci chiaro: non “fai”il Papa, “sei” il Papa!

È questa una cosa che il cardinal Ratzinger evidentemente non ha capito e che per contro avrebbe dovuto avere ben chiara quando ha accettato il pontificato; non ci si può “dimettere” dal papato perchè non è un lavoro, ma un incarico “a vita” quali che siano le tue forze fisiche e/o mentali e, magari, sarebbe il caso che qualcuno glielo spiegasse.

Intendiamoci bene, non sono un’entusiasta di questo Papa, tutt’altro; sono anche convinta che non è quello di cui la Chiesa (con la maiuscola perchè intendo il popolo di Dio nel suo complesso e non l’istituzione religiosa) ha bisogno, ma da qui alle “dimissioni” ce ne corre e tanto.

E un atto di un gravità enorme che ve ben oltre un eventuale sbigottimento, è persino peggio del “gran rifiuto” di Celestino V perchè nel frattempo era sperabile che le cose fossero migliorate perlomeno dal punto di vista della religione e della chiesa (stavolta si con la minuscola) e dunque questa “rinuncia” ( e non dimissioni) non posso ne voglio vederlo come un atto coraggioso, coraggioso sarebbe stato restare al suo posto fino all’ultimo costasse quel che costasse.

Cristo non ha “rinunciato” prima dell’orto degli ulivi, Pietro non l’ha fatto nemmeno nelle prigioni della Roma dei cesari.

Non lasci il papato, ne fuggi via e questo, lasciatemelo dire è, a mio parere, da vili.

Se, come ha detto, durante il Conclave che l’ha eletto ha pregato perchè fosse scelto qualcuno di più forte avrebbe dovuto semplicemente rifiutare, sarebbe stato più onesto, sarebbe stato, quello si, più coraggioso, accettare per poi “mollare” quando (a suo dire) le forze non lo sostengono più non è degno del soglio di Pietro.

Ecco, non ne è degno e allora meglio così, meglio che lasci e auguriamoci che, per il bene della Chiesa, il prossimo Papa sia degno di esserlo e che durante il prossimo Conclave soffi davvero lo Spirito e illumini le menti di coloro che dovranno eleggerlo.

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8 commenti su “Ma il papato non è un lavoro!

  1. Non concordo assolutamente. Per reggere certe responsabilità bisogna averne la forza fisica e mentale. Se uno non ce l’ha più è un atto d’umiltà il passar la mano. Restare al proprio posto “costasse quel che costasse” non ha alcun senso, quando chi paga sono gli altri. Oltre a tutto tutti commentano aprendo con un “intendiamoci, non sono un entusiasta di questo Papa” e la Chiesa è in profonda crisi. Lui era poco carismatico e molto intransigente. Avrebbe fatto bene a rinunciare anche prima.

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