A proposito della mondo in cui viviamo: punto primo capirsi.

-Ese es quizá el gran mensaje de la historia, la posibilidad de entendimiento entre culturas diferentes.
Más allá de las diferencias lo que sí puede haber es un respeto, un respeto de la dignidad de la persona, sean las que sean sus leyes y sus normas. Todos tenemos nuestra dignidad.
Aun así, la actualidad nos dice, con situaciones como la de Siria, que esa comprensión mutua no es sencilla, ¿no cree?
Con la posibilidad de comunicar que tenemos ahora, inédita gracias a la comunicación digital y los medios audiovisuales, a muchos les extraña que haya tanto prejuicio, pero en parte eso lo alimentan los medios y sobre todo los políticos, que tienen un interés en que la gente no se entienda.
¿Por qué?
Porque, si la gente se entiende por su cuenta y aprende a colaborar, quizá llegue al buen camino y se percate de que puede prescindir en gran parte de estas personas que influyen tanto y que convencen a todos o casi todos de que tienen que estar ellos en el poder para poner orden, fronteras, cuotas de inmigración, etcétera. Y, en realidad, la gente es muy capaz, con un poco de esfuerzo, de entenderse y de darse cuenta de si hay trabajo o no y de saber dónde ir. No hace falta que les digan “sólo pueden entrar 10 personas”. Pues no, a lo mejor pueden entrar cincuenta o a lo mejor sólo pueden entrar cuatro.
Habla de una especie de paternalismo de los políticos.
Para entendernos: no hace falta que nadie nos diga “uy, cuidado, no hables con esos, que son malos, que no creen en nuestro dios y sólo quieren matar”. No todos te quieren matar. Hay que abrir la mente y los ojos, y aprender y juzgar por uno mismo.
source: 20 Minutos

Come dire che basterebbe semplicemente un po’ del buon, caro, vecchio buon senso e, sopratutto il ricordarsi di guardare all’altro come una persona… con buona pace dei vari politicantidi questo o quel partito e/o Paese.

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4 commenti su “A proposito della mondo in cui viviamo: punto primo capirsi.

    • Detto fatto e scusa la traduzione più letterale che “italianamente corretta”.
      Questo è forse il gran messagio della storia, la possibilità di intendersi tra culture differenti.
      Al di la delle differenze quello che può esserci è il rispetto dela dignità della persona, siano quali siano le sue leggi e norme.

      Anche così, l’attualità ci dice, con situazioni come quella in Siria, che questa comprensione reciproca non è semplice, non crede?
      Con la possibilità di comunicare che abbiamo oggi, inedita grazie alla comunicazione digitale e ai mezzi audio-visivi, molti si stupiscono che ci sia tanto pregiudizio, ma in parte lo alimentano i media e sopratutto i politici, cui interessa che la gente non si capisca.

      Perchè?
      Perchè se la gente si capisce da sola e impara a collaborare, forse prenderebbe il sentiero giusto e si accorgerebbe che può in gran parte fare a meno di queste persone tanto influenti e che convincono tutti o qusi tutti che devono esserci loro al potere per fare ordine, stabilire frontiere, quote di immigrazione, eccetera. In realtà la gente è capacissima con poco sforzo di intendersi e darsi conto se c’è o no lavoro e sapere dove andare. Non c’è bisogno che si dica loro “possono entrare solo 10 persone”. Magari no, magari possono entrare cinquanta o forse solo quattro.

      Sta parlando di una specie di paternalismo da parte dei politici.
      Per capirci: non c’è bisogno che qualcuno ci dica “attenzione, non parlare con quelli, sono cattivi, non credono nel nostro dio e vogliono solo ucciderci”: Non tutti vogliono ucciderti. Bisogna aprire la me e gli occhi e imparare e gidicare per proprio conto.

      PS. Aggiungo (sapendo che tipo è la persona in questione)che ho il forte sospetto che non sia proprio tutto ciò che ha detto ne esattamente come lo ha detto- non sarebbe la prima volta che gli rimaneggiano e/o tagliano le frasi- e che in realtà abbia sviscerato molto più a fondo l’argomento.

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