A Casa

Giungo sull’ultimo passo nello splendore del sole di mezzogiorno, solo il vento mi fa compagnia, il vento e il canto ancora lontano del fiume in fondo alla gola.
Dall’alto scorgo le luci accese nei giardini: luci in pieno giorno! Per un attimo me ne stupisco poi comprendo: il mio signore ha fatto accendere le luci di benvenuto; non mi chiedo come faccia a sapere del mio ritorno quando io stessa solo pochi giorni fa non sapevo ancora che sarei tornata.
Non me lo chiedo perché lui sa sempre ciò che davvero vuole sapere, egli legge il domani ed i cuori di elfi e uomini con la stessa facilità con cui un altro potrebbe leggere un libro od una pergamena.
Sono attesa, non giungerò inaspettata e questo mi da conforto, so che lo troverò nei giardini all’ingresso della sua casa e che il sorriso gli illuminerà gli occhi, anche se il volto resterà greve e imperscrutabile, così come già vedo con gli occhi della mente le sue braccia allargarsi a riaccogliermi nella sua casa, che un tempo era anche la mia, tra la sua gente che ora, lo so, è intenta a preparare i canti con cui accogliamo i nostri da lungo tempo lontani.
Flebile, eppure chiara al mio orecchio, giunge la melodia dell’arpa ed il canto del flauto che l’accompagna.
Manco da troppo tempo da questi luoghi, avevo quasi scordato la loro bellezza, così non mi affretto, al contrario discendo lentamente il sentiero celato per assaporare ogni cosa all’intorno.
Voglio gustare il sapore puro dell’aria e il limpido volo del passero, lasciare che il verde degli alberi penetri il mio cuore assetato di bellezza più di quanto mi sia possibile dire e permettere al mio spirito stanco di rinnovarsi, abbeverandosi al fresco suono della natura che mi circonda
Discendo lentamente e nel farlo richiamo a me i ricordi.
Troppi anni sono passati, per troppo tempo ho vagato per il mondo degli uomini nell’inutile tentativo di trovare sollievo alla ferita dell’anima
Ben lo sapeva il mio signore e me lo disse
“Se vuoi andare non ti trattengo mia piccola sorella, ma non troverai sollievo fuori di qui. Non vuoi ripensarci e restare? ”
Poi i suoi occhi nei miei lessero la pena, il dolore celato ai più, l’angoscia che mi serrava il cuore e che neppure la infinita bellezza dei suoi giardini riusciva a rendere sopportabile.
Quei meravigliosi giardini!
In nessun altro luogo ne ho trovati di neppure lontanamente simili, da nessun’altra parte vidi mai quel tripudio di porpora e oro misti a verde che li rendono un luogo unico ove ogni dolore svanisce.
Neppure li però trovavo pace ed egli lo capì.
“Va dunque con la mia benedizione. Anche se so l’inutilità del tuo andare non ti trattengo”
Ancora per un attimo il suo sguardo incatenò il mio ed in silenzio egli parlò al mio cuore
“Stai cercando qualcosa che non troverai e lo sai bene, è solo il tuo dolore che parla, credi di poter guarire lasciando dietro di te quella che pensi essere la fonte delle tue ferite. Non è così, non sono questi luoghi la causa del tuo pianto, credimi. ”
Poi mi lasciò, ma giunto sulla soglia fermò il passo e la sua voce di cristallo mi raggiunse un’ultima volta
”Va figlia del mio cuore, cerca pure altrove la tua casa e che il tuo cammino sia sgombro e sicuri i tuoi passi. Io però vedo già il tuo ritorno. A lungo viaggerai per le terre degli uomini, per lunghi anni cercherai il posto ove fermarti. Inutilmente, ahimè, a meno che colui a cui hai donato il cuore non ti segua, perché non è un luogo che cerchi, ma il suo animo. Va figlia mia, ma ricorda la tua casa non è fatta di pietra o di legno, la tua casa è il cuore di colui che ami e non è andando che lo raggiungerai poiché egli resta. ”
E da quel momento le sue parole sono rimaste in me, unica vera luce ai miei giorni.
Ora ritorno poiché aveva ragione, non un luogo ho cercato in questi anni, non una casa di pietra o legno, ma il cuore e l’anima di colui che amo.
Il cuore puro e l’anima splendente dell’unico tra tutti che fu capace col suo mesto sorriso di sciogliere il mio di cuore
Da lui sono fuggita quando mi accorsi di non poter più celare l’amore che sentivo, nonostante le preghiere degli amici e le sagge parole del mio sire, poiché credevo, e credo tutt’ora, di non essere alla sua altezza.
Lui, il dolce signore della mia anima, il più bravo tra tutti a tessere canti, il migliore tra i bardi.
Troppo in alto per me, così pensavo, troppo preso dal suo mondo di visioni lontane.
Da lui sono fuggita, a lui torno ora, mentre il sole declina tra i monti e non mi importa più se per sempre dovrò celargli l’amore o se un qualche gesto o una parola di troppo dovessero svelargli ciò che provo.
Non mi importa perché ora ho capito, ora so che per quanto lontano io vada non troverò ciò che cerco se non nel caldo abraccio dei suoi occhi e stasera, quando siederò nel salone accanto al mio signore, lo rivedrò ed avrò pace infine e potrò riposare.
Poiché che questo amore sia corrisposto o meno non importa: i suoi occhi illumineranno il mondo e la sua voce curerà la pena e sarò a casa infine.
Mi affretto ora e con ansia percorro gli ultimi metri e scorgo ad aspettarmi il mio sire e accanto a lui il sorriso sul volto e la gioia negli occhi, lo scorgo incredula.
Mi viene incontro con passo lento ed allarga le braccia ad accogliermi mentre vedo il mio signore sorridere
Mi stringe a se per un momento, poi mi posa le mani sulle spalle allontanandosi di poco per guardarmi ed io sprofondo nel mare verde dei suoi occhi.
”Bentornata -la sua voce è più calda d’un abraccio- troppo a lungo sei stata via, troppo a lungo ti ho attesa, ora non ripartirai più. ”
E le sue braccia divengono il porto tranquillo che a lungo ho cercato e, stretta al suo petto, trovo la pace.
”E bello essere a casa“
Dico,quasi incapace ancora di credere alla realtà delle sue braccia intorno a me.
Ed egli ride e mi prende per mano e il mondo splende mentre ogni tristezza svanisce perché la sua voce ora pronuncia quelle parole che mai avrei creduto di sentire.
“Si, è bello ed anche io sono a casa ora: sei tu la mia casa ”
E chinandosi posa un bacio leggero sulle mie labbra e insieme andiamo incontro alla vita
Io sono la sua casa e lui è la mia, ora il domani non mi spaventa più, ora posso vivere

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