Incarico d’amore

Bloccata, ecco come mi sento. Impossibilitata ad agire, prigioniera di una prigione senza sbarre o mura, incatenata da catene invisibili e immateriali.
Attonita, muta, per sempre vincolata da un comando mai pronunciato da labbra umane, ma solo scolpito nell’anima a lettere ardenti: Taci!
Un comando che solo il cuore ha udito al rivelarsi della visione, una sola parola apparsa nella mente con tutta la potenza e l’autorità della Madre:
Taci!
E la notte, di colpo, divenne un bagliore di fiamma.
Taci!
E l’acqua della polla, divenuta scura, rifletteva solo il mio viso avvolto nel silenzio.
Quanto tempo è passato?
Quanto da che le acque sacre hanno squarciato le nebbie del tempo mostrandomi l’agitarsi mutevole e incostante del domani?
Troppo…o forse troppo poco.
Non fui chiamata ad essere sacerdotessa, ma ugualmente mi fu concesso il dono della vista: per vedere e curare, per lenire ferite del corpo e dall’anima con la speranza e l’amore.
Ma la vista mostra solo possibili domani e mai la certezza di ciò che sarà, poiché il domani è acqua che corre e un sassolino lanciato nel suo fluire lo modifica come cerchi nell’acqua che ne rompono la superficie e si allargano fino a toccare ogni cosa intorno.
Taci fu il comando di quella notte, solo quello: Taci!
Ma da allora molte volte sono giunti i sogni e nei sogni la Madre ha parlato ed era sempre lo stesso immutevole messaggio.
Taci figlia, non rivelare a nessuno ciò che hai visto nelle nebbie. Accetta nel tuo cuore ciò che ti è stato mostrato, ama ciò che hai visto e sii pronta al domani.
Accetta ciò che hai visto… ma cosa ho davvero visto?
Volti trasparenti, brandelli di passioni e sentimenti.
Sii pronta al domani….si, ma quale domani? E come posso portare guarigione se non so quando e dove incontrerò quell’anima ferita?
Non è il momento questo per le domande
Il bardo solleva il capo dall’arpa nel dirlo e mi fissa sorridendo.
Ho seguito il corso dei tuoi pensieri dolce amica e ti dico che, seppure esse sono legittime, non questo è il momento di fare domande poiché non è ancora giunto il tempo delle risposte. Getteresti le tue domande al vento che le disperderebbe.
Ogni volta mi sorprende così.
Sembra distante, assorto nei suoi compiti, apparentemente ignaro di ciò che gli avviene intorno, pure tutto nota e tutto sembra sapere ed ogni volta me ne stupisco poiché il suo aspetto ed il suo agire sono tali che è facile scordare chi sia realmente.
La gente ci vede passare e pensa “un guaritrice ed un bardo” e ritorna alle sue occupazioni e non sa che il bardo racchiude il potere: dono della Madre a colui che ha prescelto.
E anche io lo scordo a volte.
Bene, se dice che non è il momento non lo è e non vi è nulla da aggiungere a questo.
Mi preparerò dunque meglio che potrò, farò si che il cuore si colmi d’amore fino a traboccarne e l’animo sia pronto ad agire e attenderò.
Forse hai ragione tu, di certo non discuterò con te di questo – rispondo- ma è un difficile compito da eseguire non sapendo neppure quale sia l’aiuto che dovrò portare.
Tu pensa solo ad esserci quando il momento verrà, e intendo esserci realmente, non solo con il corpo.
“Ma è ovvio che ci sarò, come potrebbe essere altrimenti? Se non ci fossi non dovrei preoccuparmi di fare la cosa giusta. A volte proprio mi sembra che tu parli tanto per dire.
E rido divertita.
E tu ascolti senza ascoltare.
Depone l’arpa e in due rapidi passi si porta sull’uscio a guardare la notte, ad ascoltarne le voci.
Ho detto esserci realmente. E’ ovvio che il tuo corpo sarà presente, ma dovranno esserlo anche il cuore e la mente. Allora ti verrà detto quale compito ti è stato assegnato: bada di esserci!
Tu sai-gli dico- Tu conosci ciò che mi si chiede! Non negarlo amico mio, ci conosciamo da troppi anni, riconosco gli accenti della tua voce. Tu sai!
Certo, come potei altrimenti eseguire il volere della Madre?
Volge il capo senza muoversi e con un gesto mi invita a raggiungerlo.
Mi affianco a lui sul limitare dell’uscio e mi rendo conto di colpo che siamo fermi sul confine tra la luce e le ombre; strano posto per fermarsi a parlare, ma egli è il prescelto della Madre e sa ciò che fa.
Vedo che hai notato che siamo fermi su un confine e te ne stupisci poiché ti fu insegnato quanto sia pericoloso farlo. Di norma è così infatti, poiché si lascia aperto il passaggio tra il materiale e l’immateriale, ma a volte è necessario, come ora. Non temere però: e un confine vigilato e passerà solo ciò che vorrò. Ora apri la mente ed apri il cuore e accetta il dono che ti verrà fatto.
Se dice che è necessario è senz’altro così e i miei timori svaniscono permettendomi di spalancare mente e cuore.
Brava-continua- ora unisci le mani a coppa e levale alla notte e osserva e accogli il dono.
Faccio come mi chiede e nella coppa che le mie mani hanno formato appare un volto conosciuto e amato.
La sorpresa è tanta da farmi trasalire.
Non muovere le mani.
La sua voce è un sussurro nella mia mente, che calma e comanda.
Non stupirti, apriti all’amore e apprendi ciò che devi, osserva e taci.
Fisso il volto che mi è stato mandato e lascio che l’amore mi colmi. Ho avuto la risposta all’unica domanda che non ho posto. Così è a lui che vengo mandata, lui è quello che devo soccorrere.
E lo farai– ancora il bardo parla alla mia mente- gli porterai il soccorso del tuo amore, ti verrà dato modo di guarire le sue ferite. Lo farai e ne riceverai in cambio un sicuro rifugio ove sostare quando sarai tu ad avere bisogno di pace e conforto.
Egli parla e il volto che ho visto svanisce e capisco che il momento è passato.
Lascio che le braccia, ormai stanche, mi ricadano lungo il corpo e mi volgo al mio compagno.
Ma ci sei tu per questo– gli dico- non mi occorre altro soccorso che il tuo.
Per ora. Ma nell’attimo stesso in cui lo incontrerai io andrò. Un po’ me ne dispaccio, ma altri compiti mi attendono e da quell’istante non ti sarò necessario altro rifugio che la calma serenità del suo sorriso. Bada….non è l’amore come normalmente viene concepito quello che ti è stato offerto stanotte. Il mondo vedrà un’unione ed avrai baci e carezze che saranno visti e scambiati per ciò che non sono, ma ciò che avrai realmente sarà amicizia sotto diverse forme.
Non capisco e glielo dico.
Si lo so. Non puoi capirmi ora, ma fidati e credimi quando ti dico che capirai e ne sari lieta. Ti verrà data una cosa preziosa, un amore la cui esatta natura solo voi due conoscerete e che, sia pure in modi differenti, vi donerà serenità Ora rientriamo però, già troppo ho detto. Un’ultima cosa prima si andare a riposare: accetti questo amore? Devi rispondere ora, la Madre vuole udire il tuo consenso o il tuo rifiuto o il domani non sarà quello che ora hai visto.
Accetto
Solo questo dico e rientro, poiché null’altro vi è da aggiungere.
Mi è stato mostrato il volto di colui che amo e mi è stato promesso che da lui riceverò serenità e a lui la donerò.
Quale che sia la sostanza reale di tutto questo è comunque amore.
Mi è stato dato un Incarico d’amore e lo accetto con gioia: che altro può esservi di migliore o di più importante che dare e serenità e conforto a chi si ama da sempre?
Con questo pensiero nel cuore sorrido al bardo e mi stendo a dormire.
Venga presto il domani, poiché da domani ogni giorno mi avvicinerà al momento in cui finalmente potrò liberamente essere accanto a colui che amo.
Venga presto domani e sia infine la gioia.

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Un commento su “Incarico d’amore

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