Incontro Inaspettato

Tranquillamente seduta sotto la veranda del bar osservo la sera trasformarsi in notte, la birra nel bicchiere assume pian piano il colore del miele per chi sa quale strano gioco di luci

Intorno voci confuse di sconosciuti tessono discorsi che non conosco, quasi un brusio di onde che si frangono a riva.

Non mi disturbano, anzi è come se i loro suoni indistinti creassero una musica lieve ad accompagnare i miei pensieri; come cullata dal suono la mente vaga a inseguire progetti futuri che forse non si realizzeranno mai…o forse si.

Non faccio caso né alle persone intorno né alle voci, voglio solo perdermi nel tepore di questa sera d’un autunno appena iniziato che promette piacevoli momenti.

Mi piace questo posto, sembra fuori dal tempo, fuori da questa realtà, il glicine corre sul muro ed ai suoi rami si mescolano tralci di gelsomino e l’aria intorno è un unico profumo che invade l’anima.

I minuti si inseguono veloci e l’amica che aspetto non arriva. Mai una volta che sia puntuale ed ogni volta ha un ottimo motivo per non esserlo.

Chi sa cosa la farà tardare stasera, con lei può accadere di tutto, magari si è solo persa ad ascoltare una qualche canzone che le piace dimenticando tutto il resto, oppure un passero sta beccando briciole nel prato e lei è assorta ad osservarlo, ma potrebbe anche semplicemente aver confuso l’ora del nostro appuntamento. Lei è fatta così: generosa, dolce, ma svagata, tremendamente svagata.

Sto quasi per chiamarla, ma lascio perdere….arriverà e questa sera è troppo bella, questi istanti troppo miei e non ho voglia di rompere l’incanto.

La luce d’un lampione crea uno strano riflesso sul vetro del bicchiere: devo fotografarlo, fermarlo nel tempo prima che svanisca.

Prendo la macchina fotografica che non lascio mai, e quante me ne hanno dette per questo, e inquadro il riflesso che mi interessa, ma qualcuno passando mi urta e perdo la giusta angolatura….foto persa….momento che potrò ricordare solo con la mente, ma perché non fanno attenzione?

Sto per voltarmi a dirne quattro a chiunque sia stato a farmi perdere un “momento speciale”, ma

Desculpe

Alle mie spalle una voce che conosco, ma non posso credere che sia vera…non dovrebbe essere qui!

Quasi non oso girarmi….ma no, non può essere lui, di certo ho colto male il timbro.

Volto la testa a guardare il proprietario della voce e intanto un “De nada” esce automaticamente dalla mia bocca, vorrei aggiungere altro, ma non posso: non dovrebbe essere qui, ma c’è e mi ritrovo a guardare “il volto del sogno”.

No es nada– ripeto.- No se preocupe

Che ci fa qui? Tra tutti i posti al mondo che ci fa qui?

Lo guardo sperando che il mio viso non lasci trasparire la gioia, la immensa, totale, stupida felicità di vederlo, il cuore che perde i colpi ed il respiro che resta sospeso nel petto come avesse paura di rompere l’incanto.

Tutto quello che ho intorno sembra sparito di colpo, non sento più i suoni, non vedo che i suoi occhi e riesco solo a pensare che non dovrebbe essere qui, che qualcuno stasera si sta divertendo a giocarmi il più incredibile degli scherzi.

No. Quiero desculparme. Usted estaba sacando una foto y por mi culpa….

Que no– lo interrompo- que no es nada

E intanto mi do della scema perché non ricordo più il mio buon castigliano che, di solito, parlo senza problemi e penso : “che gli dico ora?

Che posso dirgli ancora perché questo incredibile momento non finisca?”

Ma non riesco a pensare a nulla, so solo perdermi nei suoi occhi, so solo pensare a quante volte ho sperato di ritrovarmi a parlargli.

Ed ora è qui, il mio poeta preferito, il “bardo” dalla voce suadente….quante sere ho passato a leggerne le poesie….quante volte sono andata ad ascoltarlo nei posti più strani, a volte da sola, a volte con la mia amica (a proposito perché non arriva? avrei bisogno del suo sostegno ora) ed ogni volta è stato un perdermi sempre più in un mondo incantato di sentimenti ed emozioni.

Ora è qui, davanti a me ed io non so che dirgli.

Per fortuna non sembra volersene andare e non accetta il mio “nada”, al contrario insiste.

Sono talmente “persa” nei suoi occhi che quasi non capisco ciò che dice, ma mi riscuoto in tempo: ho capito bene? Vuole offrirmi da bere per farsi perdonare?

Si. Ho capito bene.

Y porqué no?- gli dico e non so dove ho trovato la voce per farlo- Si le gusta. Pero otra vez – ¿otra vez? Che diavolo sto dicendo….. ¿Otra vez?- Ahora ya estoy tomando una cerveza.

Parlo, fingendo una disinvoltura che non provo e intanto lui si siede (mi ha chiesto se può o sbaglio?…si me lo ha chiesto ed ho fatto cenno di si) e continua a parlare.

Si scusa ancora, dice che aveva la mente altrove, che tuttavia avrebbe dovuto fare attenzione ed io lo ascolto annuendo ad ogni cosa, cercando di fissare nella mente ogni dettaglio: le sue mani che si muovono morbide nell’aria (proprio non riesce a parlare tenendole ferme), l’azzurro della sua camicia, il biondo scurito dal tempo dei capelli che scendono a sfiorargli il collo.

Lo osservo cercando di mantenere una conversazione intelligente, cercando di non farmi catturare dalla sua voce, ritrovo tutti quei piccoli gesti così “suoi” che ho imparato a conoscere durante i suoi recital, il modo con cui inclina il capo o si morde distrattamente il labbro inferiore, la mano dietro il collo (strano di solito lo fa quando si sente in imbarazzo, perché mai lo sta facendo adesso?)

Me gusta hablar– sento che dice- pero….no me gusta hacerlo solo para my

Ora capisco. L’ho lasciato parlare e parlare e non ho quasi mai risposto.

Desculpe, espero a una amiga y estoy preocupada. Tenía  que estar aquí ya hace una media hora y aún no la veo

Faccio appena in tempo a dirlo che la scorgo arrivare, inizia a parlare ancor prima di raggiungermi.

Sono in ritardo lo so. Tu non ci crederai, ma stavolta non è proprio colpa mia. Stavo già uscendo, ma…- si interrompe, mi guarda stupita, poi va avanti come se nulla fosse- ad ogni modo vedo che sei in compagnia per cui di certo non ti sei annoiata.

E sorride sedendosi, ma negli occhi le leggo domande :

Che accidenti ci fa qui? E com’è che ti trovo a parlarci?

Spiego velocemente l’accaduto, poi li presento e tra una chiacchiera e un sorriso la sera trascorre veloce.

All’improvviso mi accorgo che siamo rimasti in pochi nel locale, senza accorgercene abbiamo parlato per ore: ed io che avevo progettato una lunghissima passeggiata per catturare l’essenza della notte!

La compagnia è piacevole – dico- ma domani ho in programma un lungo giro a caccia di immagini e sarà meglio che ora vada.

Domani?

Mañana?

Due voci incredule e divertite rispondono insieme.

“Va bene, lo so….è già domani” – aggiungo prima che lo dicano loro.

Lui si alza per primo e mi scosta la sedia : incredibile! E’ proprio un cavaliere d’altri tempi!

Vorrebbe fare lo stesso con la mia amica, ma lei è già in piedi.

E’ l’ora dei saluti e non vorrei.

Hasta luego– mormoro- ha sido un gusto hablar contigo

Già, perché è successo anche questo: ora ci diamo del tu.

“¿Hasta luego? No. No puedo dejar que se vayan en la noche sin un compañero. ¡No puede ser!

E ride e la sua risata colora il mondo, poi ci prende sotto braccio e ci avviamo ancora parlando di tutto e di niente, ma la mia amica ci lascia quasi subito:

Ho qui la macchina, io torno con quella, non provo neppure ad offrirvi un passaggio, ho già capito che volete farvela a piedi

Sale in auto, poi sporge la testa dal finestrino rivolta a me:

Ti chiamo verso mezzogiorno, noi due dobbiamo parlare

E mette in moto e in pochi istanti è già sparita.

Restiamo soli in questa notte che ormai è quasi l’alba, ancora non posso credere che sia vero: il mio “sogno” è qui realmente, abbiamo parlato per ore e adesso mi sta accompagnando verso casa, sento il suo braccio sotto la mia mano, il suo fianco che a tratti sfiora il mio.

E’ qui! Il mio “bardo”, il mio poeta dagli occhi tristi, è qui e ancora la sua voce parla al mio orecchio ed al mio cuore.

E parlando giungiamo al portone, ora è proprio il momento dei saluti.

Hasta luego

Ripeto e gli porgo la mano

Hasta luego, my chica de luna

Non c’è che dire è tutto matto: chica de luna….io!

Ha sido un encuentro feliz. Ahora tienes que descansarte un poco pero aún tengo que hablarte de muchas cosas. – decisamente non finirà mai di stupirmi – ¿Puedo verte esta tarde? ¿A las nueve?

Con mucho gusto

E lo guardo allontanarsi nel primo calore dell’alba, poi entro chiudendomi il portone alle spalle; di corsa salgo le scale fino al mio appartamento e una volta dentro scalcio via le scarpe e appoggio le spalle alla porta, riprendo fiato tentando di calmare il cuore che batte impazzito.

Non uno scherzo mi è stato giocato stanotte, ma al contrario il cielo mi ha donato il più fantastico regalo di compleanno che potessi desiderare: l’amicizia solo sperata con colui che da anni seguo ed amo, il mio fantastico poeta castigliano che pochi conoscono, ma che mi ha catturata l’anima dalla prima volta in cui, per caso, ho letto una sua poesia.

Ed ora è qui, per non so bene quale strano miracolo è nella mia città e siamo amici e mi chiama “chica de luna” e ci saranno altri incontri e forse in un domani ancora avvolto nella nebbia, i suoi occhi di sogno diverranno per me la casa.

Forse….perché in quegli occhi stanotte ho visto passare un diverso sorriso e le sue mani hanno stretto la mia come fossero ali di farfalla mentre salutandomi le sue labbra hanno sfiorato le mie in un bacio tra sogno e realtà

2 commenti su “Incontro Inaspettato

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