La Scelta

Il mio signore è tornato, ha varcato i mari cerchianti ed è giunto me, la tristezza sul volto, le mani protese quasi a proteggermi, in questa dolce sera di un autunno che non muore.
E’ giunto inaspettato, mentre scolora il giorno e una pallida luna illumina le cime degli alberi e si è fermato accanto a me guardandomi in silenzio, chinando appena il capo nel saluto.
“ Non puoi farcela Vanimelda, non è per te. Ascoltami come facevi un tempo e comprendi.”
Non lo sopporto quando fa così. Arriva all’improvviso, la saggezza sul volto, il rammarico nella voce e porta razionalità nella mia vita; non lo sopporto, ma è il mio sire e le insegne della sua casa, che ho scelto di portare, dicono la obbedienza e chino il capo anch’io e il mio non è un saluto ma un assenso.
“ Lo so atarië” – provo a dire- “so che non è per me, ma è dolce il sogno, è dolce e da forza. Ora che tutti siete andati via che altro mi resta?”
So che questo non servirà a convincerlo, ma davvero che altro resta di loro se non il sogno, ora che unica della mia gente vago ancora per queste terre?
Non lo convinco infatti e scuote il capo e mi prende le mani mentre i suoi occhi vagano lontano. Resta così, in silenzio, e le stelle traggono dalla sua veste riflessi d’argento. Quando poi assume quest’atteggiamento lo sopporto ancora meno perché so che è in arrivo qualche spiacevole verità che non vorrei ascoltare.
“ Pure è meglio per te se lasci perdere, ti resta l’amicizia, quella dovrà bastare. Ho guardato per te il domani, dammi ascolto, non ho visto l’amore. Egli verrà. Ma verrà come amico, saprai accettarlo? O ti rifugerai nel sogno e per una breve notte getterai l’amicizia di una vita? Poiché è questo che ho visto, questo e null’altro. A te la scelta ora, mia piccola sorella, sai che non voglio importi nulla, ma andavi avvisata.”
Come sempre la sua voce parla con verità, so che ha ragione, so che per lui è una pena tornare a queste terre e trovarmi sempre qui sola e in attesa. Vorrei potergli dire che capisco, che so cosa gli costa varcare il mare per me e che lo ascolterò e obbedirò, ma stasera non posso.

Stasera il vento, che sempre mi porta notizie, ha parlato di un bisogno lontano, una segreta pena cui potrei dare sollievo e questo per me conta persino più del mio signore.
Inoltre sono stanca di solitudine e silenzio e il bisogno di lui si fa più acuto; non è per me, ha detto il mio signore, ma nulla ormai è per me tranne questo silenzio in cui gonfia una tristezza che niente cancella.
“ Guarda ancora ti prego, il vento mi ha parlato, conosco il suo bisogno ora, come potrei ignorarlo?”
Ci sono lacrime nei suoi occhi mentre si volge e, lasciatemi le mani siede senza parlare e china il capo, ma non sono per me, lo intuisco e il cuore si stringe in una morsa. Tace, il capo della mia casa, e il suo silenzio grava su tutto come una nera cappa: questo luogo ancora reagisce al suo signore.
Poi leva il capo, fiero, ed un lampo di fuoco traversa il suo sguardo trascinando il dolore al di la e al di fuori del mio rifugio
“Conosco anch’io la sua pena, anche per lui ho guardato. Credi forse che non lo ami questo mio figlio lontano che ho dovuto lasciare indietro? Credi che non soffra per lui? Ricorda : da te posso tornare a volte lui, mi è precluso per sempre. Conosco la sua pena ed hai ragione , davvero potresti alleviarla. Ma…te per lui! Non posso compiere la scelta!”
E’ vero dunque, non erravo pensando ad un futuro in cui far tornare il sorriso nei dolci occhi di colui che aspetto! E vero! Ero nel giusto ed ora il cuore canta e la notte risplende trasformando l’autunno in speranza.
“Non tua è la scelta mio signore” – rispondo sollevata – “non spetta a te e non puoi proteggerci entrambi. Sono io a scegliere stavolta e senza che il tuo amore faccia velo ai miei occhi. Lascia che io scelga dolce sire e non vi sia tristezza nel tuo cuore.”
Devo trovare le parole, quelle che lo scioglieranno dal peso che l’amore che porta a me e a colui che verrà gli ha imposto.
“ Tu mi hai avvisata mio signore, come sempre hai fatto, per me ti sei sottoposto al dolore del ritorno, per me hai varcato i mari, non dolerti ora delle mie parole, sii felice per me e per lui.
Una breve notte, hai detto, ma in una breve notte si può vivere una vita lunga intere ere, se questo porta gioia e sollievo. Sarà così maestro, stanne certo: sollievo alla sua pena e a me la gioia di averglielo donato, il resto è nulla.
Tu hai amato. Tu sai come il mondo scolori e perda di sapore senza l’amato al fianco. Aiutami dunque un’ultima volta e poi lascia che sia ciò che deve.”
Mi avvicino e siedo sull’erba ai suoi piedi, le vesti raccolte sotto di me, il volto proteso a guardarlo e ricordo le innumerevoli occasioni in cui abbiamo conversato, in questo stesso posto, nei tempi felici in cui il mondo era giovane e i mari non ci separavano.
“ Ti aiuterò se vuoi.” –sospira,e mi sorride ora – “È vero non mia è la scelta, chiedi dunque.”
“ E’ certa quell’unica notte? Davvero sparirebbe anche l’amicizia?”
“Nulla è certo in assoluto, dovresti saperlo, neppure io posso dirlo con totale sicurezza. Se una piccola cosa, anche da nulla, dovesse cambiare anche ciò che ho visto cambierebbe. Solo questo volevi sapere?”
Esulto in silenzio alle sue parole e con gli occhi della mente vedo un altro domani, diverso da quello che lui ha scorto, ma rispondo con controllata calma
“No mio signore, ho ancora una cosa da chiedere al tuo cuore.” – esito adesso, dalla sua risposta dipende tutta la mia vita,ma devo porre la domanda e mi faccio coraggio – “E se quell’unica notte non venisse da me, ma da lui? Se non fossi io a dare intuendo il suo bisogno, ma lui ad offrire? Guarda ora ti prego e dimmi cosa vedi.”
E taccio e resto in attesa, mentre perfino il tempo rallenta il paso e s’arresta, sospeso in un attimo eterno e al limitare degli alberi una figura indistinta prende vita ed avanza lentamente.
“Se fosse lui ad offrire dici? Allora si, allora potrebbe davvero essere un diverso domani quello che ti attende”
Egli parla ed io vedo la vaga figura di chi non oso ancora chiamare amore arrestarsi e sorridere per poi svanire lentamente e di nuovo il cuore esulta. Ora posso compiere la mia scelta, finalmente!
“Scelgo l’amore mio signore e re, e lo scelgo con gioia. Sii felice e non ti pesi la mia scelta, liberamente la compio perché non v’è felicità per me se non nel suo sorriso.”
“Hai scelto” – dice ora levandosi – “possa la tua scelta essere fortunata. Ora lascia che ti dia il bacio dell’addio, scegliendo lui hai chiuso per sempre la porta al mio ritorno, ma non dolertene mai e lascia questi luoghi. Vagli incontro e vivi la tua vita.”
Poi pone sulla mia fronte il bacio che da ora in poi lo separerà da me e si volge e svanisce.
Ma io, ferma alla luce della luna, vedo già il volto dell’amore venirmi incontro dai giorni futuri ed ora so che potrò accoglierlo con gioia e con gioia donargli ogni cosa e, danzando su un raggio di luna, il mio spirito,finalmente libero, proclama al mondo l’amore.
Ora sono pronta mio splendido signore che vieni, ora posso amarti e lo farò

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