Per la Morte del Sogno

Il cuore a pezzi, l’animo lacerato dal dolore, giro per vuote stanze cercando il ricordo di una voce, l’eco di passati passi.
Nulla!
Tutto è svanito ormai, perso nel tempo che ogni cosa cancella.
Non una voce o un suono, solo il silenzio, come un sudario, avvolge la mia casa. Solo il gelido vento dell’est mi fa compagnia e, sebbene sia degna compagnia per queste cupe ore, non lo amo, nè mai lo amerò. Evitarlo però non serve, non è mai servito, non è lui che porta dolore e pianto: ne è solo il non voluto messaggero.
Le labbra mute ed il pianto negli occhi continuo il mio assurdo vagare cercando il volto dolce e fiero di chi non è mai stato qui.
Fantasma di oggi tra i fantasmi di ieri mi aggiro in un mondo che non è più mio all’impossibile ricerca della luce che solo gli occhi di sogno dell’amore lontano potrebbero dare.
Fuori, tra neri alberi, il vento suona su arpe d’argento il funebre lamento per la morte dei sogni: oggi seppellisco la speranza.
Suoni pure le sue arpe se crede, il vento del dolore, le suoni a lungo e le suoni con forza: i sogni,quando muoiono meritano di essere celebrati ed il mio era una grande sogno!
Vorrei avere un corno da suonare ora, un grande e potente corno da guerra per elevare al cielo il suo richiamo e la sua sfida, vorrei una scorta d’onore composta dai migliori arcieri che questa terra abbia mai partorito: sarebbero la degna guardia a questa tomba ove sigillo la speranza.
E vorrei che il più grande dei bardi raccontasse la storia di un amore capace di vivere oltre la morte del sogno.
Cos’ho invece?
Arpe suonate dal vento e stanze vuote!
Non un amico è giunto a me, non una voce si è levata a consolare il pianto, solo buio e silenzio.
Altri godranno la luce dei suoi occhi, su altri cadrà il suo sorriso e la sua dolce presenza sarà la gioia altrui.
E sia così, se così deve essere!
Se questa è la sorte cui la strada mi ha portata io l’accetto e le apro le braccia e come un’amica la accolgo e le faccio posto nella mia casa.
Non nel cuore però, che quello è già occupato dal più bello e più dolce degli amori.
Mi sia compagno il vento dell’est se così è stato destinato e suoni le sue funebri arpe, anche per lui farò posto.
Resti comunque fuori dal mio animo, non tenti di trovarne l’entrata: non gli servirebbe. L’animo è colmo e trabocca dei canti e delle poesie che la sua voce di sogno ha cantato e detto in terre lontane, che altri hanno udito dalle sue labbra.
Altri non io!
Scorra idromele a fiumi questa sera e siano aperte le porte ai miei futuri compagni: si faccia avanti la solitudine e sieda accanto a me, venga la malinconia a porsi alla mia destra!
Venite amici, voi che dite di volermi bene, venite a bere la mia coppa, celebrate con me l’incontro mai avvenuto, brindate al sogno che lascia questa casa per sempre!
Suonate arpe d’argento, chiamate l’ombra, che venga e avvolga tutto e tutto nasconda, ma non l’amore, quello mai!
Splenda pure l’amore, mi sia luce nel buio che ora mi circonda, viva, cresca, stia saldo.
La speranza posso seppellirla, al sogno posso rinunciare, ma l’amore, l’impossibile amore per il più splendente, dolce, malinconico animo che questa terra conosca, quello è mio per sempre e neppure il vento dell’est potrà strapparmelo e per sempre, nel buio e nel silenzio, sarà per me la vita.

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