Fratello mio

Cresciuto a rigida scuola
tra bianche gelide mura,
alle armi allevato ed al comando,
nobile capitano, fiera stirpe,
erede d’un trono non mio,
davanti un domani di fiamma.

Poi…il sogno giunse:
oscuro enigma nella notte,
ed il viaggio e il Consiglio:
vengo nel nome del mio popolo.

Orgoglio risuonò nella mia voce,
da pari a pari volevo trattare,
ma nel Consiglio….tu,
ombre negli occhi e nella voce,
solchi sul viso e la spada spezzata
e il cuore si contorse e mancò il passo.

Quella spada e l’anello
dicevano al mondo l’erede
e l’ombra mi coprì la mente
e fui perso alla luce,
tu….un nessuno ai miei occhi
a rubarmi il domani già mio.

Nel sole partimmo e il corno,
nuova sfida nel vento, risuonò
lunga la strada e contorta
e, viscida immagine di nera invidia,
il male, inavvertito,mi piagò.

Tu….un nessuno ai miei occhi
e dovevo seguire e non potevo,
e fu la lotta e il disonore
e i tuoi occhi brucianti dissero l’infamia,
perso nel cuore ricercai gli amici,
nella morte riscattati l’errore.

Nella morte, nel sangue e nelle tue parole
ritrovai la fierezza d’un tempo
e pace venne a me dalle tue mani
salvezza giunse dalla tua pietà
tu…un nessuno che ora riconosco:
mio signore, mio re, fratello mio.

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