“The Young Pope”: grazie, ma grazie no!

Libero Sorrentino di girarlo, libero chiunque di guardarlo e, ovviamente di farselo piacere, altrettanto libera io di dire:

Grazie, ma grazie no!

D’accordo che il Signore non sta lassù a pesare col bilancino del farmacista errori, debolezze e peccati, ma questo film, per quel che mi riguarda, è andato troppo oltre e dunque, dopo averne letto il possibile e averci pensato la mia decisione resta quella di non vederlo.

Chiamatemi pure esagerata se volete ma quel che ho letto in proposito mi è bastato, un po’ di rispetto per la fede delle persone forse non guasterebbe.

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“Captain Fantastic”, trailer italiano

E’ uscito il primo trailer italiano (sigh) di “Captain Fantastic”, lascio il link… per chi ce la fa a sopportarlo (io no, grazie), avrei messo direttamente il video, ma quello linkato qui sotto non è condivisibile in wordpress e, al momento non ne ho trovati altri.

Uscita italiana prevista : Dicembre

Yahoo-captain fantastic_trailer

“Captain Fantastic”: uscita in Italia

Captain_Fantastic_poster

Sembra quasi incredibile, ma ogni tanto anche le case di distribuzione italiane non guardano “solo e unicamente” ai blockbuster di produzione hollywoodiana o, quantomeno, così ha fatto la Goods Films che ha acquistato per la distribuzione sul territorio nazionale “Captain Fantastic” per la regia di Mat Ross e che vede come protagonista principale Viggo Mortensen (pare, a quanto ho letto in praticamente tutte le recensionia in un’interpretazione degna dell’Oscar) attorniato da una “tribù” di giovanissimi attori (suoi figli nel film) “in grande spolvero”.
L’uscita, stando a quanto detto dall’amministratore delegato della Good Films, è prevista per fine anno.

 

Globalist 2.0
Poi abbiamo nel nostro listino Captain Fantastic di Matt Ross con la straordinaria interpretazione di Viggo Mortensen: questo, sono sicuro, è un film che sarà amato da tutti coloro a cui è piaciuto Little Miss Sunshine. Captain Fantastic è stato presentato nella sezione Un Certain Regard all’ultimo Festival di Cannes e ha vinto il premio per la miglior regia, oltre ad avere avuto ottime critiche.
Un film divertente che sarà al cinema in Italia alla fine del 2016.

Non mi resta che incrociare le dita e sperare che sia davvero così.

USA, se li conosci li eviti: la CIA vietò l’Oscar a don Camillo!!

Dagli archivi della CIA (si, proprio la CIA) resi recentemente disponibili per la consultazione (dopo decenni ) salta fuori un’ennesima storia di chiusura mentale e folle paranoia…che negli USA sembrano essere la norma.
Nel 1953 la CIA, che non brilla certo per intelligenza, vietò all’epoca la candidatura agli Oscar del don Camillo cinematografico perchè ritenuto “eccessivamente disinistra”, pare infatti che i rapporti tra parroco (don Camillo) e sindaco (Peppone) fossero troppo buoni (al punto che nella versione uscita in USA furono tagliate le scene in cui Peppone faceva bella figura) e tra i due ci fosse eccessiva stima (si si, litigavano, ma poi finivano per bersi insieme un be bicchiere di vino) e questo la CIA non poteva assolutamente permetterlo.

Ribadisco dunque: USA, se li conosci li eviti!!!

Se quello che ho scritto vi lascia increduli e sbigottiti (com’è successo a me) date un’occhiata:
la Repubblica
il sussidiario.net
la Stampa

Addio Uraeus.

Ho appena letto in Perceval Press della morte di un animale che un po tutti gli appassionati della Terra di Mezzo abbiamo amato nella trasposizione cinematografica, intendo Uraeus -Brego nei film- cha ha chiuso la sua vita all’età di 28 anni.
Ora chiamatatemi pure sentimentale se volete, ma la cosa mi ha intristito e non posso non dedicargli un pensiero: che possa correre per sempre libero e felice.

uraeus
(foto © Viggo Mortensen)

Pérez-Reverte e Alatriste: un bugiardo dovrebbe avere buona memoria… ma forse è solo invidia.

Leggo che la TV spagnola manderà in onda a breve, con il titolo “Las adventuras del Capitan Alatriste” una serie tratta dagli omonimi libri (autore Pérez-Reverte) da cui qualche anno fa fu già tratto un film (in Italia uscito con l’orrido titolo ” Le avventure di un guerriero”) a mio avvio forse un po’ frammentario, per cause di forza maggiore: non puoi ridurre 5 libri a un solo film, ma decisamente ben interpretato e godibilissimo.

Si, Ok, e allora? Non è la prima volta che da un libro (o più in questo caso) fanno prima un film e poi una serie TV, dove sarebbe la notizia?

La notizia, in se è per se, in effetti non c’è. Quel che si c’è è che, come dice il detto, “un bugiardo dovrebbe avere buona memoria”, o quanto meno che il signor Pérez-Reverte si decida perchè se oggi afferma che

“Aitor Luna (interprete del personaggio n.d.r.) es tan digno Alatriste, incluso en el parecido físico, que incluso a mí, el autor, me resulta ya difícil imaginar al personaje con otros rasgos y actitudes.”

fonte
nel 2005 si riferiva, con ben più forte entusiasmo e dovizia di lodi, all’interprete cinematografico (Viggo Mortensen):

Después, en una pausa del rodaje, estreché la mano de Viggo, manchada de sangre cinematográfica. Charlamos un rato y nos fuimos a comer bajo la carpa que nos protegía del sol, mientras yo observaba su mostacho soldadesco, sus cicatrices, el coleto cubierto de polvo y sangre, los ojos claros y absortos que miraban como sólo miran los veteranos, más allá de la vida y de la muerte. No era un actor, pensé de pronto. Era la imagen rigurosa del héroe cansado. El resumen vivo de todos aquellos hombres arrogantes, valientes, crueles, que sostuvieron con su espada y con su sangre un imperio agonizante, y luego, olvidados por reyes imbéciles y por una patria ingrata y miserable, terminaron como perros callejeros, mendigos, enfermos, mutilados, ahorcados por la justicia o acuchillados en un campo de batalla. Y allí, sentado bajo la carpa frente a mi personaje, cada uno con su gazpacho, su merluza y su agua mineral en la bandeja del catering, comprendí que nunca podré pagarle a Viggo Mortensen la deuda que durante esta larga y compleja aventura cinematográfica contraje con él. Por encarnar con perfección absoluta lo que Sebastián Copons, fiel compañero de Alatriste, le dice al joven Íñigo Balboa antes de la última carga de la caballería enemiga: «Si sales de ésta, cuenta lo que fuimos».

fonte la web-page ufficiale di Reverte : perezreverte.com
Mentiva allora o mente adesso?
O forse è solo che la serie televisiva (non dovendo fare i conti con un attore del calibro di Mortensen che ha attirato tutti i riflettori) gli consente maggior protagonismo?
Avendo avuto modo di incontrarlo (Reverte) l’impressione è stata che il “centro” deve essere lui e dunque propendo per la seconda ipotesi… ma forse sono io ad essere perfida, chi sa.

PS: chi non capisce bene lo spagnolo e volesse una traduzione si senta libero di chiedere.

Lo Hobbit (il film)… ancora

E come avrebbe fatto Bombur a portarsi quel corno fino a Erebor?In tasca di certo non l’aveva, o dobbiamo forse ipotizzare che l’ha incontrato sul posto? E perchè poi a Erebor avrebbe dovuto esserci un corno simile? Ma nemmeno fosse quello di Elm Man di Martello!
Mi spiace per PJ, ma le cose bisogna farle per bene oppure… lasciar perdere.
Bombur-corno_assurdo
(fonte)

E ci risiamo con le interviste

Ma… se evitassero di inventare o quasi le intervste cascherebbe il mondo? Se quantomeno si informassero prima di mettere in bocca agli intervistati falsità evidenti (e facilmente verificabili) sarebbe così grave?

Ora vediamo di chiarire: non è che mi diverta a fare quella che cerca il pelo nell’uovo per poter criticare,  tutt’altro, ma quando in una intervista (quanto reale è da dimostrare) come quella apparsa oggi su amica.it leggo che Viggo Mortensen non sarebbe andato all’università (parole sue secondo l’intervista) quando invece è laureato in Scienza Politiche e in Spagnolo (alla St.Lawrence University per chi volesse controllare) come accidenti posso evitare di criticare?

io non sono andato all’università… Fare film è come un’eterna università, per me…

Mortensen non è uno “che se la tira”, ma figuriamoci se può aver detto una scemata simile, quindi?
A meno che non abbiano capito male un’intervista rilasciata di recente dove effettivamente diceva che fare film per lui è come un’eterna università e… abbiano deciso che non c’è andato (all’università intendo).

E per bontà sorvolo sul fatto che “non avrebbe girato in Italia” dove invece ha girato 2 film: Ritratto di Signora e Panico nel tunnel.

Lei ha girato film in tutto il mondo, tranne che in Italia: come mai?
Non è mai capitato, ma spero di recuperare presto…

O con quel “girato in Italia” intendevano “girato in un film italiano”? Mistero.
Ma davvero ci vuol tanto a evitare di scrievre idiozie?

E se… smettessero di far morire Sean Bean?

Se c’è qualcosa di praticamente certo in un film con Sean Bean è che alla fine morirà.
È una sorta di postulato fondamentale che potremmo esemplificare sotto forma di equazione
Film+Sean Bean=morte certa di Bean.
Un concetto che possiamo illustrare più chiaramente con questo video
(Avviso: se siete impressionabili non guardate il video)

Piuttosto chiaro, vero?
Ed ora veniamo a noi, veniamo cioè al fatto che sarebbe ora di cambiare le carte in tavola e smetterla una buona volta di far morire Sean Bean… e parte (lanciato da TNT) l’hastag #don’tkillseanbean… che diventa virale nel giro di un amen.
Campagna preparata (è ovvio) molto accuratamente in occasione del lancio della prossima serie (di TNT) “Legends” il cui protagonista è logicamente Bean (che senso avrebbe altrimenti?), con tanto di magliette e il primo a indossarne una è, com’era logico aspettarsi, il diretto interessato
Beany-dont_Kill_Sean _Bean che-pare- con un gran sense of humor abbia avuto modo di commentare:
“I’ve died a lot of different deaths. Maybe it’s the quality of my death people are fascinated by.”
Avrà pure ragione (tra l’altro è decisamente bravo a morire), ma… e se per una volta lo lasciassero vivere?