Realtà

Forse cercavi un sogno, ma io sono reale. – Lo sguardo fisso lontano, a guardare qualcosa, che solo lui vede, nascosto oltre il piccolo giardino che ci circonda – Mi dispiace, ti ho deluso
Poi si volta deciso e a lunghi passi abbandona il giardino racchiuso tra la casa e i monti ed entra in casa deciso ad andarsene, ad uscire dalla mia vita per sempre stavolta.
E tutto per cosa? Per poche parole che ora vorrei non aver detto, no, peggio per un qualcosa che è solo nella sua testa.
Lui e il suo dannato sentirsi inadeguato, lui e le sue dannatissime paure!
Ma se pensa che glielo lasci fare si sbaglia…oppure, nonostante tutto, non mi conosce abbastanza. Decisa lo raggiungo e gli tolgo di mano il giubbotto che si sta già infilando
E questa secondo te sarebbe la soluzione? Siccome pensi di avermi in qualche modo delusa, e vorrei proprio capire da dove ti è venuta quest’idea, non sai fare di meglio che andartene? Scusa sai, ma è ridicolo!
Mi sorpassa di tutta la testa, ma in questo momento mi sento alta due metri tanto sono seccata e la sua statura non mi impressiona per nulla, né mi impressiona il suo sguardo deciso o la sua faccia scura come un cielo in tempesta.
Una volta forse, quando ancora non lo conoscevo bene, quando era solo il mio fotografo preferito, e avrei pagato oro sonante per passare con lui una serata a parlare di fotografia e arte, tanto mi pareva irrealizzabile l’idea di conoscerlo, non parliamo poi di vederlo circolare per casa come il più caro degli amici.
Si, forse un tempo, quando era solo un nome in fondo ad un libro di fotografie o al catalogo di una mostra. Non ora, non dopo questi ultimi anni in cui la sua amicizia vera, sincera, profonda mi ha letteralmente cambiato vita.
Lasciami andare piccola, perché vuoi rovinarti la vita con uno come me? Non puoi fidarti, lo vedi bene.
Il tono amaro e freddo, le mani in tasca, gli occhi che guardano altrove….è già lontano, davvero è convinto di quello che dice, mi rendo conto che realmente è convinto di avermi deluso…..e come faccio ora a fargli capire quanto si sbaglia? E’ così cocciuto a volte!
Va bene, se ne sei convinto, se davvero pensi che mi stia rovinando la vita, come dici, per qualcuno che non se lo merita, non ti impedirò di sparire, anche se sarei curiosa di sapere come pensi di non riincontrarmi visto che questo paese è appena più grande di un puntino. Ma lasciamo stare questo per ora; prima di permetterti di andartene devi dirmi perché pensi di avermi delusa…e bada di essere convincente o non riuscirai a liberarti di me.

Dicendolo stringo forte il suo giubbotto, come se facendolo potessi trattenere lui, costringerlo in qualche modo a fermarsi quel tanto che basta a consentirmi di fargli capire quanto si sbaglia.
E, ti prego, non dirmi che è stato per quel mio “no, ti prego” di poco fa
E per cos’altro? Da quanto va avanti questa storia? Quante volte mi hai già detto quanto è importante per te la nostra amicizia e che non vuoi rovinarla o perderla? Ogni volta ti ho detto che capisco, che sono d’accordo…..ma erano solo parole, non lo vedi? Le dimentico in fretta e torno a chiederti più di quanto vuoi dare.
Va bene, ma……
Lasciami finire, hai detto tu che vuoi che mi spieghi, quindi non interrompermi per favore. E poi so già cosa stai per dire : che in fondo non è importante e che basta chiarirsi, che non ci fai caso perché sai che ti basta dire di no e che rispetterò la tua decisione.
Ora i suoi occhi sono fissi nei miei, quasi a leggermi i pensieri, e sotto quello sguardo che svuota l’anima non posso fingere indifferenza e mi sorprendo ad assentire d’istinto anche se non vorrei, anche se vorrei dirgli che sbaglia…giusto per guadagnare tempo. Già, ma tempo per cosa?
Comunque non posso pensarci ora, non mentre lui prosegue deciso e inesorabile.
Lo vedi che ho ragione? Ma non è solo questo, magari lo fosse. E’ tutto questo che non sta in piedi – continua con un gesto che comprende la casa, me, se stesso – questa strana amicizia che amicizia non è….non del tutto. Il bene che mi vuoi….troppo profondo….troppo comprensivo, senza mai chiedere…ed io che vado e vengo senza preoccuparmi di nulla, sicuro che sarai sempre qui ogni volta che sentirò il bisogno di un po di quiete. Ti ho stravolto la vita, hai addirittura cambiato nazione per starmi vicino, per esserci, come dici, “quando hai tempo e voglia di tornare da queste parti.
Si, e allora? E’ una mia scelta. La vita è mia e la vivo come voglio. E questo sarebbe il motivo per cui pensi di avermi delusa?
Vuoi lasciarmi finire? – sembra decisamente seccato dalla mia interruzione, ma si siede…nella mia poltrona preferita, buon segno questo….e continua – Quel tuo : “no, per favore”, prima in giardino…..si, in fondo è stato proprio quello. Mi sono reso conto che la tua amicizia da sola non mi basta più…..si, certo, volendolo potrei fingere, potrei impormi di considerarti solo come un’amica, del resto è l’unica cosa che mi hai chiesto…ma non voglio….ecco il punto: non voglio. Pur sapendo che non posso chiederti di rendere le cose più stabili tra noi, visto come la pensi, pur sapendo che non ne ho il diritto visto il tipo di vita che faccio, visto come mi sono comportato finora, accettando la tua decisione perché mi faceva comodo…..un posto tranquillo e caldo a cui tornare e nel frattempo…beh, lo sai, non vivo come un santo quando sono lontano. E’ stato assurdo da parte mia e ti ho delusa non negarlo, l’ho visto bene sul tuo viso, non offendere la mia intelligenza provando a dire di no, ti prego.

In parte ha ragione, un po mi ha delusa è vero, ma non certo per quello che pensa, non perché non abbia il diritto di chiedermi più dell’amicizia. No non per questo.
Lo guardo a lungo, cercando di riordinare le idee prima di rispondergli, voglio che le cose siano chiare, non voglio assolutamente che possa fraintendere quello che dirò, ci tengo troppo a lui, come amico…e non solo.
Poi mi avvicino,e sedendomi sul bracciolo della poltrona, il suo giubbotto sempre stretto tra le braccia quasi fosse una sorta di talismano, una garanzia che non finirà niente tra noi, che al contrario, oggi potrebbe nascere qualcosa di più dolce e caldo dell’amicizia, guardo quel viso che conosco a memoria e che, per un qualche strano meccanismo che ancora non ho capito, mi appare nuovo ogni volta.

Sei sempre dannatamente sicuro di te e di quello che dici, vero? Non ti sfiora mai il pensiero di poterti sbagliare? Ah no, scusa, dimenticavo, tu pensi sempre di poterti sbagliare, sempre convinto di non essere all’altezza…tu e i tuoi mille dubbi, le tue mille paure che non vuoi ammettere…tu e lo stupido muro che frapponi tra te e il mondo! Ma non lo ammetterai mai, non è vero? Che farai se ti dirò che ti sbagli? Infilerai quella porta per non tornare mai più? Oppure ascolterai fino in fondo quello che ho da dirti e, per una volta, accetterai di fidarti davvero di qualcuno?
Taccio e resto in attesa, non voglio continuare se prima non mi risponderà, stavolta sono io ad avere dubbi e paure; così aspetto, in apparenza tranquilla, di sentire cosa deciderà per noi, perché dalle sue parole dipende tutto ora.
Non so cosa farò piccola, non lo so proprio. Un attimo fa ero sicuro di me, della mia decisione, certo che fosse la cosa giusta da fare…l’unica cosa giusta per la verità. Ora non so. Tu prova a dirmelo, sempre che sia vero e vediamo come va a finire. Anche se resto convinto di non avere alcun diritto……..
Oh per piacere, piantala con ‘sta storia! – lo interrompo decisa alzandomi di scatto – Non hai il diritto….che accidenti significa poi? E che centrano i diritti? Come se voler bene fosse una questione di diritti! Ma fammi il piacere! Voler bene è qualcosa che non si sceglie, è qualcosa che capita…diritto o non diritto. Ma se pensi di avermi delusa ti sbagli. – dritta di fronte a lui, esito alla ricerca delle parole giuste, poi riprendo – Non puoi deludermi e non perché penso tu sia perfetto, oh no, non sono una sciocca quindicenne che vive su una qualche nuvoletta e non riesce a vedere al di la della superficie. Non puoi deludermi perché non cercavo un sogno, né ho mai pensato che tu lo fossi. So bene che sei reale, conosco i tuoi difetti, ma anche i tuoi pregi, sei umano quanto me per fortuna, proprio per questo non puoi deludermi.
Un guizzo quasi ironico gli serpeggia negli occhi e piega leggermente la testa a guardarmi come a chiedermi che accidenti sto dicendo.
E perché ti sei tirata indietro allora? Perché quel tuo “no ti prego” così pieno di amarezza? Se non cercavi un sogno, se non ti ho delusa, perché rifiuti persino di ascoltarmi quando tento di proporti un impegno più profondo…..più stabile? – Aggrotta la fronte dicendolo e questo gli crea una miriade di piccole rughe intorno agli occhi…..che, stranamente, lo fanno apparire più giovane di quanto non sia – Cosa c’è di sbagliato nella mia proposta? O trovi così assurdo che alla mia età voglia una famiglia realmente mia?
Alla sua età….mi viene quasi da ridere ascoltandolo, alla sua età….quasi fosse un vecchio signore sul punto di ritirarsi a vita privata….ma se non ha neppure cinquant’anni! Certo c’è del bianco tra i suoi capelli, anche se a un’occhiata distratta non si nota tanto è biondo, e la vita ha segnato sul suo viso lo scorrere del tempo, ma basta là.
Che centra l’età adesso? E comunque non è per questo e non c’è niente di sbagliato nella tua proposta.
Per cosa allora?
E’ il modo
Il modo?!
E’ stupito e incredulo…o forse non riesce a capire
Il modo – ripete e scoppia a ridere, una risata alta e irrefrenabile – Il modo…Oh my God! Dios mujer, questo non me lo aspettavo proprio! – continua sempre ridendo – E tu, per il modo con cui te l’ho chiesto…..¡No me lo creo! ¡No me lo puedo creer!
Il modo si. Scusa, ma sembrava tu mi stessi proponendo un contratto d’affari… questo che mi ha delusa un poco, lo ammetto. Questo……e non il tuo modo di vivere quando non sei qui o il tuo volere un rapporto più stabile e profondo. E guarda che non c’è niente da ridere, sai?
Come non c’è niente da ridere? Da quanto mi conosci? E ancora non sai che trovo assurdi questi discorsi sul modo di fare o non fare qualcosa? – dice sempre ridendo. Poi ridiventa serio e con calma allunga un braccio e mi toglie di mano il giubbotto che non ho mai lasciato andare – Questo lo mettiamo via, va bene? E ora parliamo con calma e cerchiamo di uscire da questa situazione assurda: tu che ti senti delusa per le parole che ho usato, io che lascio che la mia paura di legarmi vinca e afferro al volo qualsiasi occasione per tirarmi indietro…..no, così non può continuare…è stupido tutto questo e va chiarito una volta per tutte. Ma prima vieni qui – è in piedi ora, e le sue braccia per un momento mi circondano – resta qui un momento, vuoi? Resta così, non dire niente, lo senti il mio cuore? Non badare al modo, piccola, mi conosci ormai, sai come sono fatto, guarda oltre le parole, chiediti perché ti ho chiesto di venire a stare con me. Fallo adesso mentre ascolti il mio cuore…..io posso dire tante cose….giuste, sbagliate, mezze verità…di tutto, ma lui non mente….non a te querida, questo lo sai da sempre.
Ed io che posso fare se non accontentarlo? E’ vero, lui di storie può raccontarne a non finire, è bravo a farlo se vuole, è convincente….ma con me è sempre stato onesto; non che mi abbia sempre detto ogni cosa di se, questo no certo, ma quello che mi dice è sempre la verità, su questo ha ragione.
Così resto in silenzio nel cerchio caldo delle sue braccia, la testa poggiata al suo petto ad ascoltare il battito di quel suo magnifico cuore che ha così tanto amore da dare…quel suo cuore che nessuno conosce davvero, forse neppure lui, non fino in fondo e che ora sembra correre quasi avesse fretta di arrivare non so bene dove. O forse lo so invece e mi rifiuto di accettarlo?
Mille domande si affollano dentro di me…su cosa provo davvero per quest’uomo così forte e fragile a un tempo che mi ha dato la sua amicizia senza remore né riserve, lui sempre così restio a farlo…ad accettare nuove persone nella sua vita….a fidarsi. Ma non con me. A me ha regalato fiducia ed amicizia e, forse, più di questo.
Perché non l’ho visto? A che pensavo mentre mi raccontava i suoi giorni, mentre mi affidava quasi senza accorgersene angoli nascosti di ciò che è realmente? Come ho fatto a non vedere la dolcezza del suo sguardo ed il calore della sua voce ogni volta che è arrivato, inaspettato ma sempre ben accetto, per una breve sosta prima di proseguire per un altro viaggio, un’altra mostra, un altro rientro a casa? Come ho potuto? Come?
E pensandolo mi abbandono completamente contro di lui, certa che per quante “delusioni”, come le chiama, possa riservarmi il domani non potrà mai ferirmi davvero, perché quello che ci lega è qualcosa di speciale, qualcosa che non è semplicemente amicizia, né semplicemente amore quanto piuttosto un misto di entrambe…e non conosco sentimenti più grandi e profondi di questi.
Ora sono finalmente in grado di leggere dietro le sue parole di poco fa, ora posso dare il giusto peso a quel suo “Pensavo che potresti deciderti a trasferirti da me una buona volta, so che non vuoi sentir parlare di convivenza di alcun genere, ma vivere insieme converrebbe a tutti e due…..renderebbe tutto più semplice…..e poi sarebbe comodo far vedere apertamente che tra noi esiste un legame, ci proteggerebbe da proposte indesiderate….insomma…mi hai capito” e come potevo non fraintendere?
Hai capito adesso?
Mi chiede piano, bisbigliando appena le parole mente mi allontana da se guardandomi dritto negli occhi.
Credo di si
E taccio perché le parole mi si strozzano in gola tanto è forte la paura di credere davvero a quello che le sue nascondono…sarebbe troppa gioia…..ed io che l’ho accusato di cedere alle sue assurde paure ho più paura di lui…..paura di credere che il cielo possa realmente regalarmi tanta felicità. E lui lo sa, mi legge dentro come nessuno mai è riuscito a fare, come forse neppure io so fare. Lo sa e questa volta non intende lasciar perdere, questa volta non farà finta che si sia trattato solo di una sorta di gioco, uno scherzo tra noi da ripetere ad ogni nuovo incontro e nulla di più.
Credi? Credi e basta? ¿En serio? Oppure non vuoi capire? Devi decidere mujer, non è più il momento di sciocchi giochini. O accetti di stare con me apertamente e al diavolo tutto il resto o mi dici chiaro che non te la senti e ci salutiamo qui…..ma per sempre. Ti voglio bene, più di quanto mi sarei aspettato…forse anche più di quanto vorrei, e non voglio perderti, ma non continuerò a fingere qualcosa che non è….perchè non siamo solo amici lo sai come lo so io e questa specie di finzione deve finire….e deve finire ora. E inoltre sono stanco….
S’interrompe e resta in attesa, ma i suoi occhi continuano a parlarmi nel silenzio della sera che avanza ed in quegli occhi il bambino si mescola all’uomo…e a quel bambino che sempre cerca di nascondere a tutti devo una risposta….e gliela devo ora.
Forse non ho capito fino in fondo, o forse, come dici tu, non voglio capire, sinceramente non lo so. Quello che so è che ti credo, anzi quello che so è che mi fido di te e questa è la cosa che conta più di tutto…..mi fido di te.
Una fiducia che potresti rimpiangere, sai anche questo?
Forse. O forse no, chi può conoscere il domani? E comunque non mi importa. Per cui…..si, va bene.
Va bene….cosa?
Uff….sei davvero impossibile! Di cosa abbiamo parlato finora? Della cena?
Non mi pare, ma questo cambierà le nostre vite…la tua più della mia temo….quindi non giriamoci più intorno: vieni a vivere con me, si o no?
Si, purchè sia chiaro che questo non ci obbliga in alcun senso
Come?! Come può non obbligarci? Non ti ho chiesto se vuoi condividere una vacanza….che razza di discorsi fai?
Lo so bene cosa mi hai chiesto, voglio solo che ti senta libero di cambiare idea in qualsiasi momento, niente altro.
Che fai, ipotechi il futuro?
No, ti lascio aperta la porta.
Fai pure allora, vuol dire che sarò io a chiuderla. – mi dice sorridendo – Perché vedi, forse non voglio andare da nessuna parte…..forse finalmente sono arrivato a casa.
Vedremo. Che ne sai oggi di….
Oh sta un po zitta ti prego, parli sempre troppo
E senza sapere come mi ritrovo di nuovo tra le sue braccia e le sue labbra fermano con un bacio le parole che ancora vorrei dire, un bacio dolce e lungo che ne promette molti altri….ma che finisce fin troppo presto.
Intesi allora? Verrai a stare con me….non cambierai idea? Non rischio di arrivare domani e sentirmi dire che ci hai pensato bene e che non te la senti?
Certo che no, ormai ho…..un momento, come sarebbe a dire “che arrivi domani” ? Dove vorresti andare?
Dovrò pur tornare a casa per dormire, non credi?
Che tu debba dormire è sicuro, ma…..

Ma?
Non devi andartene se non vuoi….e poi sarebbe sciocco, che differenza vuoi che faccia un giorno in più o in meno? O anche pochi giorni se è per questo
Per me nessuna, non voglio realmente andarmene….ma tu…forse….
Vorrei che tu restassi anima mia.
Aspettavo da tanto di sentirtelo dire, perché da tanto io non voglio altro.
Poi il suo volto si distende ed il bambino che è in lui sembra fare una capriola nei suoi occhi mentre mi tiene stretta e sussurra parole che mai avrei pensato di udire
Te quiero, mi alma, forse non te lo dirò di nuovo, ma è vero, non dubitarne mai.
E so con assoluta certezza che è vero e che, qualsiasi cosa possa accadere in futuro, ora siamo finalmente a casa.

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